Cambiamento climatic

Dopo diverse settimane di maltempo che ha portato con sé devastanti conseguenze abbiamo assistito ad un inverno mite con temperature quasi primaverili. Basta ricordare l’acqua alta più di 160 cm che ha coperto parte della città di Venezia, raggiungendo persino la Basilica di San Marco danneggiando i mosaici pavimentali. Oppure alle alluvioni toccate al Friuli Venezia Giulia, all’Emilia Romagna, alla Toscana, al Lazio, all’Umbria e ad alcune regioni dell’Italia meridionale come Calabria e Campania.

L’immagine mostra un uomo che attraversa la piazza di San Marco allagata

Ma la domanda principale è: piogge così abbondanti sono normali oppure c’è qualcosa che non va?

In effetti certi periodi dell’anno sono conosciuti per essere i più piovosi in certe zone della penisola italiana. Ma è anche vero che il numero delle precipitazioni è aumentato a causa del grande cambiamento climatico in atto che porta a periodi caratterizzati da piogge violente, fuori stagione e lontano dalle zone in cui avvengono normalmente. Creando periodi di grande siccità che devastano non solo l’Italia ma tutto il mondo.

Il cambiamento climatico è una realtà e non la si può negare, soprattutto quando si vedono i suoi effetti sull’ambiente che ci circonda. “L’emergenza climatica” è stata confermata anche da oltre undicimila scienziati, provenienti da 153 nazioni diverse. Riunendosi hanno lanciato l’allerta nel rapporto “Avvertimento degli scienziati riguardo all’emergenza climatica” pubblicato sulla rivista “Bioscience”.

Questo fenomeno sta devastando la Terra e noi ne siamo i principali responsabili. Secondo gli scienziati tra dodici anni arriveremo al “punto di non ritorno” ovvero a modifiche totalmente irreversibili dell’ecosistema ambientale.

Perciò cosa può fare ognuno di noi? E cosa possono fare invece i cosiddetti “piani alti” per salvare il nostro pianeta?
Nel nostro piccolo possiamo:

  • Comprare prodotti a chilometro zero: è più vantaggioso comprare prodotti vicini a noi, poichè i prodotti che compriamo al supermercato provengono da luoghi lontanissimi. I viaggi per farli arrivare sulla nostra tavola producono emissioni di gas serra ed agenti inquinanti che aumentano il riscaldamento globale.
  • Ridurre gli sprechi: dobbiamo cercare di non buttare via il cibo perché per essere prodotto è stato sfruttato il nostro ambiente. Producendo anche emissioni che contribuiscono all’ingrandimento del problema.
  • Risparmiare energia: piccole azioni come spegnere le luci quando lasciamo una stanza oppure staccare gli elettrodomestici che non usiamo possono aiutare molto
  • Usare la bici, i mezzi pubblici o andare a piedi: per ridurre ulteriormente l’inquinamento nelle città.
    I governi dovrebbero essere i primi a regolamentare alcuni stili di vita:
  • Sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili a basse emissioni.
  • Riduzione di emissioni di metano e polveri sottili: potrebbe ridurre del 50% la tendenza al riscaldamento globale in breve tempo.
  • Ripristinare e proteggere le foreste: per consentire loro di sequestrare l’anidride carbonica presente nell’atmosfera.
  • Economia carbon-free: così si possono sfruttare gli ecosistemi mantenendo la sostenibilità delle risorse della biosfera. La crisi climatica metterà in difficoltà anche l’economia se non si troveranno risoluzioni per tempo.

La nostra generazione ha la possibilità di dare una svolta al nostro modo di vivere per avere un futuro per noi e per il nostro pianeta. L’importante è che ognuno di noi si preoccupi ad adeguare le proprie azioni ad uno stile di vita più rispettoso del nostro ambiente. (Daria Kravchenko)

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