Normalmente, quando un individuo sente nominare il termine “epidemia”, nella sua mente si generano immagini riguardanti la peste o l‘ebola. Tuttavia, non sempre è così e a dimostrarlo all’inizio del nuovo decennio è stato proprio il batterio Neisseria Meningitidis, conosciuto anche come meningococco. Questo è responsabile della meningite, malattia infettiva del sistema nervoso centrale caratterizzata da un’infiammazione delle meningi di intensità variabile.

È passato un certo periodo di tempo dall’ultima volta che tale batterio è stato citato da un numero così alto di giornali, ma nelle ultime settimane si è tornati a parlarne, per via dei cinque casi di meningite segnalati tra Villongo, Predore e Castelli Calepio a distanza di 2 settimane. 3 casi di morte a causa della stessa malattia nel genovese e di un caso che colpisce direttamente la zona circostante il nostro liceo: Marzia Colosio, 48enne di Tavernola, è deceduta dopo 3 giorni di ricovero agli Ospedali civili di Brescia. Subito si è scatenato il panico in varie città del Nord Italia, in particolare nella zona del Basso Sebino, tra le città di Bergamo e Brescia, che ha riportato vari casi di probabili infezioni. Tuttavia, la popolazione, in particolare la fascia adolescenziale, si è impegnata nella prenotazione per l’esecuzione del vaccino antimeningococco C e persino i docenti e il personale del Decio Celeri si sono impegnati nell’invitare i propri studenti a pararsi dai pericoli della malattia il prima possibile.

Persino tutti gli ospedali della zona del Bresciano e del Sebino si sono movimentati nell’istituire giornate gratuite di vaccinazione senza che le prenotazioni venissero richieste e hanno dichiarato di aver ricevuto un picco di richieste riguardanti proprio questo preziosissimo vaccino negli ultimi 10 giorni.

EPIDEMIA CORONAVIRUS

Non abbiamo ancora metabolizzato le paure e deciso il da farsi per proteggerci da questa malattia che, da oriente, arriva un’altra infezione. Una epidemia che sembra ancora più pericolosa, prima perché sconosciuta e poi perchè il governo cinese, e a cascata tutti gli altri stati, hanno dichiarato l’emergenza sanitaria e programmato misure sanitarie straordinarie per contrastare la diffusione del coronavirus.

Quali sono le origini del coronavirus? A quali patogeni noti si avvicina di più? I ricercatori del Chinese Center for Disease Control and Prevention che ne hanno analizzato il genoma affermano che si tratta di un nuovo patogeno che fa parte della stessa famiglia di altri due virus responsabili di altre forme atipiche di polmonite nell’uomo.

Una seconda ricerca suggerisce che questa malattia possa colpire maggiormente gli uomini anziani. Le manifestazioni cliniche più comuni in questi casi sono state febbre e tosse. Altri sintomi sono il respiro corto, dolore muscolare, confusione, mal di testa. Più rari il mal di gola, la rinorrea, il dolore toracico, la diarrea, nausea e vomito.

Mentre cerchiamo di capire come dovremo comportarci per questa nuova epidemia orientale, qui vicino a noi continuano i decessi per la meningite. Torniamo quindi a questo argomento cercando di fare chiarezza su questa epidemia locale. Infatti la maggior parte delle persone detiene tuttavia conoscenze molto limitate su questo argomento.

IL MENINGOCOCCO

È innanzitutto bene dire che il meningococco non sia sempre un batterio infettivo. Infatti quasi il 30% delle persone ne è un portatore sano e asintomatico. Il meningococco si trova spesso nella cavità della gola e nella mucosa nasale e non arreca danno all’ospite, in quanto in condizioni normali non ha modo di raggiungere le meningi. Vi sono 7 tipi di meningite diversi, tuttavia, considerando il clima, il numero di portatori e la rete ospedaliera in Italia due sono i tipi di meningite che possono risultare per noi pericolosi ed epidemici. Nei neonati prematuri il batterio in questione è lo streptococco di gruppo B ; e il prima citato meningococco C.

La trasmissione di quest’ultimo. avviene per via respiratoria e gli individui che non presentano un’immunità a tale ospite indesiderato contraggono immediatamente la malattia. Possono cominciare a presentare sintomi persino nei primi 4-5 giorni dall’infezione. Specialmente se il loro sistema immunitario è debole e abituato agli antibiotici. Anche se i neonati vengono vaccinati tra le prime 12-15 settimane di vita, il sistema immunitario è solito “scordare” l’agente di una malattia dopo 9-10 anni (varia comunque da persona a persona) dal primo ciclo di vaccinazioni. Per questo è un bene eseguire un richiamo entro tale limite di tempo; e ciò avviene all’età di 16 anni. Se tuttavia una persona più giovane non ha ricevuto tale richiamo può richiedere di eseguirlo in anticipo all’ospedale.

COSA SI PUO’ FARE PER PREVENIRE LE EPIDEMIE?

Cosa si può fare, dunque, per eliminare il rischio di contrarre l’epidemia?

  • Se siete genitori o tutori di neonati assicuratevi che abbiano ricevuto il primo ciclo del vaccino antimeningococco C
  • Tutti i soggetti di 16 anni devono essere già stati sottoposti al richiamo, i soggetti più grandi dovrebbero essere al sicuro e quelli più giovani possono in questo periodo richiedere di venir vaccinati in anticipo saltando così il richiamo a 16
  • Cercare di ridurre al minimo il contagio per via aerea, stare attenti a possibili mezzi infetti ed evitare di tossire/starnutire in vicinanza di altre persone
  • Se cominci a presentare sintomi come ipotensione, tachicardia, vomito e reflussi gastrici, febbre, rigidità nucale e/o mal di testa consulta immediatamente il tuo medico. Una meningite diagnosticata anche solo con due giorni di ritardo può portare a deficit cognitivi e successivamente alla morte.
  • Cerca di spargere la voce il più possibile e di far leggere questo articolo al maggior numero di persone possibile

PRESTO ALTRI ARTICOLI!!!!!!!!

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